I “SIGNORI DEGLI ANELLI”

 

Proprio così! La democrazia, quella vera, ha le sue precise regole, come si sostiene da un volantino diffuso dai firmatari del CCNL delle attività ferroviarie, datato 4 giugno 2003.

Predicare bene, tuttavia, non vuol dire sempre razzolare di conseguenza.

Purtroppo, in più occasioni, in questi ultimi tempi, di quelle regole FILT-FIT-UILT hanno dato prova di non sapere né cosa siano, né tanto meno dove siano di casa.

La finta consultazione da loro gestita, come tutti sanno e molti hanno constatato, condita da brogli, artifizi ed estemporaneità locali, tutto può rappresentare ma non certo una “democratica” espressione di voto.

Ci vuole troppo “coraggio” per sostenerlo. Evidentemente, però, un coraggio del genere qualcuno ce l’ha.

Eppure l’OR.S.A. -ferrovie aveva loro proposto, pur essendo espressione di un’opinione di dissenso verso il contratto, di partecipare attivamente alla consultazione dei lavoratori, in una logica, questa sì, democratica di confronto elettorale su diverse posizioni. Ciò non è avvenuto per la mancanza di risposte da parte di FILT-FIT-UILT-UGL-SMA, che hanno, come tutti sanno, preferito gestire da soli la consultazione.

Dunque, qui sì, è il caso di chiedersi: di cosa parliamo? Di una consultazione autogestita addomesticata nel risultato e quindi fasulla?

Di quali numeri vogliamo parlare? Dei doppi, tripli, quadrupli… voti che, ciononostante, forse per “errori” di forza maggiore, hanno comunque evidenziato che i presunti voti favorevoli al contratto (45.970) sono di meno del dissenso astensionistico (suggerito dall’OR.S.A. ) e dei voti negativi (48.218)?

Sarebbe molto meglio se, anziché soffermarsi in sterili, infruttuosi ed arroganti arroccamenti, FIT-FILT-UILT, in particolare, ricominciassero, rispolverando un bagaglio da molto tempo in disuso, a difendere i diritti dei lavoratori anziché interessi e prerogative che con questi nulla hanno a che fare, condotta che li ha portati ad “inanellare” una lunga serie di pessimi accordi, con altrettanti peggioramenti contrattuali, che appare senza fine.

 

Roma, 5 giugno 2003

 

La Segreteria Generale