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Comunicato del Forum dei Pensionati |
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IL FORUM DEI PENSIONATI CONTRARIO AD ULTERIORI MANOVRE
Con la nota del 29 maggio u.s., indirizzata al Presidente del Consiglio, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni in merito alle reali intenzioni dell’Esecutivo per quanto riguarda le problematiche dei pensionati. Ponendo domande precise e stabilendo alcuni punti di immediata soluzione, abbiamo inteso capire già dai primi giorni della XV° legislatura le reali volontà del Governo Prodi.
Con la sentenza n. 30 del 23 gennaio 2004, la Corte Costituzionale ha giudicato che “ il perdurante necessario rispetto dei principi di sufficienza ed adeguatezza delle pensioni impone al legislatore di individuare un meccanismo in grado di assicurare un reale ed effettivo adeguamento dei trattamenti di quiescenza alle variazioni del costo della vita”.
L’attuale sistema di perequazione delle pensioni al costo della vita ha già provocato, nelle pensioni di origine più vecchia, un rilevante decremento nel loro valore iniziale e tale decremento continua a verificarsi su tutte le pensioni con il trascorrere del tempo. In precedenza né il Governo e tanto meno il Parlamento hanno provveduto, nonostante il rilevante tempo trascorso dalla emanazione della sentenza, a carattere precettivo della Consulta, ad attivarne il disposto.
Per ben tre volte, nell’ultima legislatura, la Camera dei Deputati con votazione unanime ha approvato ed il Governo, anche nella persona del Ministro Maroni, ha accettato ordini del giorno statuenti l’impegno di tener conto anche delle pensioni nei miglioramenti conseguenti i rinnovi contrattuali del personale in attività di lavoro.
Noi riteniamo che l’eliminazione dei rilevanti fenomeni di spreco ( non ultima la folta compagine governativa ), di privilegi, di evasione fiscale e contributiva porterebbero all’erario risorse più che sufficienti per affrontare e risolvere, anche con gradualità, il problema delle “pensioni d’annata”.
Il recupero del potere d’acquisto delle pensioni e la protezione nel tempo del loro valore passa anche attraverso la creazione di un apposito paniere Istat con voci di beni, servizi e consumi propri dei pensionati e la loro incidenza nello stesso. Ecco dunque la necessità di creare una commissione ad hoc in cui la rappresentanza dei pensionati abbia un peso determinante. Mentre i suddetti provvedimenti necessitano, per la loro complessità, di tempi più o meno lunghi, noi riteniamo che da subito venga modificato l’attuale sistema di tassazione che penalizza i pensionati.
L’ultima riforma fiscale ha avuto un impatto sicuramente diverso dai proclami e dalle aspettative. Secondo importanti Centri di Ricerca economica, il 61% dei pensionati non ha avuto nessun beneficio del taglio delle tasse, mentre il restante 39% ha beneficiato mediamente di 200 Euro l’anno.
Valutando inoltre il saldo tra minore Irpef e minori servizi derivanti dai tagli ai trasferimenti agli enti locali e dell’aumento di imposte e tariffe locali, tale saldo non può che essere ulteriormente negativo per l’intera categoria dei pensionati.
Ecco dunque l’obbligo di superare la discriminazione che penalizza i pensionati per quanto riguarda la no tax area. Così come è giunta l’ora della restituzione del fiscal drag attesa da troppi anni. Un segnale in tal senso lo pretendiamo già nella impostazione del prossimo Dpef.
Riteniamo pertanto che non si possono chiedere ulteriori sacrifici ai pensionati. In dieci anni essi hanno subito manovre, a vario titolo, per oltre 240 miliardi di euro. Siamo pertanto contrari a qualsiasi ipotesi di manovra-bis perché non ne avvertiamo la necessità. Si attui il programma di Governo in merito alla evasione fiscale e contributiva ( l’83% delle entrate sono pagate da lavoratori dipendenti e pensionati ). Abbiamo dato abbastanza, è giunta l’ora di iniziare il sospirato recupero.
Tutti i pensionati, nessuno escluso, a prescindere delle loro appartenenze politiche e/o sindacali hanno l’obbligo di mobilitarsi e di rispondere in modo duro a qualsiasi provocazione che dovesse arrivare nel corso di questa XV° legislatura.
Roma 14/06/2006
ADPP – ANLAFER – ANPAN – ANPS – AS.SI.PEN. - ASSOARMA CINQUE CORPI DI POLIZIA – CONSULTA DEI PENSIONATI – DIR.STAT. PENSIONATI BANCA D’ITALIA – PENSIONATI UNITI – FAST/PENSIONATI S.A.PENS./OR.S.A. - UNPSCMEL
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