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Organizzazione Sindacati Autonomi e di base

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Roma, 16 dicembre 1999

  Alla cortese attenzione del 

  Signor Presidente della Repubblica Italiana

  Prof. Carlo Azeglio Ciampi  

Pregiatissimo Signor Presidente,

in questo scorcio di fine millennio di globalizzazione e di problemi come la disoccupazione e la concorrenza dei mercati, serviva e serve una convergenza di intendimenti tra i lavoratori.

In tale contesto, vogliamo informarLa che il 5 novembre 1999, i sindacati autonomi italiani alla ricerca di una nuova rappresentatività a difesa e sviluppo degli interessi e dei valori che fondano l’essere stesso del sindacato, hanno costituito l’OR.S.A. (Organizzazione Sindacati Autonomi e di Base).

Non l’ennesimo sindacato, ma il tentativo di rappresentare un nuovo modello di “società aperta”.

Un soggetto innovativo che, noncurante dei tentativi volti a puntare alla pura e semplice eliminazione della tradizione sindacale del Paese, si propone unitariamente di tutelare in maniera autonoma, democratica ed indipendente i diritti e gli interessi dei lavoratori rappresentati.

Un progetto politico che riconosce la complessità e la frammentazione della “società aperta” italiana e che conta sulla forza unitaria delle organizzazioni di ispirazione autonoma al fine di fornire a tutti i ceti, le categorie e le organizzazioni che rifiutano la pretesa delle tradizionali confederazioni di normalizzarli in un disegno “organico” di società controllata dall’alto. Un progetto che si rivolge ai lavoratori con l’obbiettivo chiaro di poter essere il volano di un grande cambiamento diretto alla democratizzazione del mondo del lavoro.

Con la costituzione di OR.S.A. abbiamo stipulato e condiviso un programma di tutela della libertà e della pari dignità di tutte le organizzazioni sindacali, respingendo la pretesa di CGIL, CISL e UIL di essere considerate le uniche rappresentanti dell’intero mondo del lavoro. Disegno con il quale ci impegniamo inoltre, a sollecitare i rappresentanti delle tante componenti della “società aperta” a non chiudersi in un semplice e sterile rivendicazionismo ma a finalizzare la loro azione al progetto complessivo del cambiamento del Paese.

Nel pregarLa cortesemente di prendere atto della presente, cogliamo l'occasione per rinnovarLe i sensi della nostra profonda stima e considerazione.

Roma, 16 dicembre 1999

IL SEGRETARIO GENERALE

Comandante Francesco D’Arrigo