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LE RAGIONI DEL NOSTRO DISSENSO All'accordo del 23-novembre -1999 L’accordo del 17 novembre 1999, tra il Governo, la Società FS e le Segreterie Nazionali Filt-Fit-Uilt-Sma-Ugl-Fisast, nasce da una procedura anomala: l’assunto del taglio del costo del lavoro come obiettivo contrattuale. Non più, quindi, il contenimento del costo del lavoro che è alla base della politica dei redditi e dell’accordo interconfederale del 23 luglio 1993, ma riduzione del costo del lavoro. Mai, in passato, si era verificato che in un’azienda d’importanza nazionale, -sia nel privato che nel pubblico- si firmasse un accordo contrattuale che, oltre a non contemplare alcun recupero sull’inflazione programmata (accordo interconfederale del 23 luglio 1993), prevede invece riduzione dei salari, dei posti di lavoro, recuperi di produttività ed una perdita significativa di tutele contrattuali. Nessuna categoria, (parlamentari, magistrati, dirigenti pubblici e privati, giornalisti, medici e operatori sanitari, docenti e non docenti, metalmeccanici, chimici, edili, tessili, elettrici, autoferrotranvieri, bancari, dipendenti pubblici e parastato, militari e smilitarizzati, ecc.) ha subìto un accordo contrattuale di tale portata. Nel
dettaglio: 1.
MANCA
LA CLAUSOLA SOCIALE L’obiettivo di definire il contratto di sistema (CCNL delle attività ferroviarie) assume significato solo se collegato alla “clausola sociale” prevista dal “Patto del 23.12.98”. “La clausola sociale” era la condizione
ritenuta indispensabile dal documento intersindacale per evitare il
cannibalismo contrattuale in un settore strategico importante come quello
dei trasporti ferroviari ed esposto particolarmente sul fianco della
sicurezza e della concorrenza. Senza una “clausola sociale” che
lo imponga a tutte le aziende di trasporto ferroviario operanti nel
territorio nazionale, il contratto di sistema potrà trovare applicazione
solo nella logica di riduzione dei salari (che è alla base dell’accordo
siglato). Diversamente, quello che s’intende concretizzare con
l’accordo firmato, risulterebbe un ulteriore inutile contratto. 2.
RIEQUILIBRIO
MODALE A parte l’enunciazione dei principi, nessun impegno
viene assunto dal governo per il rilancio del trasporto ferroviario se si
esclude la previsione di varare la nuova normativa per i trasporto delle
merci pericolose e nocive. 3.
ASSETTI
SOCIETARI Sugli assetti societari, va rilevato che le società
non sono soltanto due come richiesto dal documento sindacale. Con certezza
c’è almeno Cargo Si che, comunque, è un soggetto giuridico a se stante
(anche se inizialmente è controllata dalla società Trasporti) con tutte
le prerogative di una società che opera nel mercato con autonomia ed
indipendenza rispetto all’altro soggetto societario. Non c’è riferimento alle Divisioni quali mere
articolazioni organizzative (alle quali sono stati già assegnati tutti i
mezzi di produzione con O.d.S. n. 120 del 11.10.99) e c’è, invece, ITF
srl che, contrariamente a quanto contenuto nella lettera di Cimoli del
13.10.99 e nel documento intersindacale del 25.10.99, resta aperta ed è
un contenitore, ora vuoto, che potenzialmente però ha i requisiti per
divenire operativa se acquisisce un ramo di attività delle FS.
4.
RICAVI L’accodo
del 17 novembre, assegna una quota ai ricavi (20-25%) per il riequilibrio
del bilancio. Tuttavia
il Piano d’Impresa non prevede –salvo il picco del Giubileo- notevoli
incrementi di produzione, limitando i suoi obiettivi ai livelli di
traffico raggiunti nel 1997. Bassi rispetto al volume degli investimenti
programmati nel periodo di validità del Piano (35.000 MLD) ed irrisorio
rispetto all’aumento della domanda che si registrerà nel settore dei
trasporti nei prossimi anni. Inoltre,
il mantenimento delle “tariffe sociali”, da noi condivise, non
consente (se non compensato dai contributi da Stato che, anzi, rimangono i
più bassi del panorama europeo) un significativo aumento dei ricavi e, in
tal modo, si scarica sul Lavoro. 5. RIDUZIONE DEL COSTO DEL
LAVORO A)
Sono circa 1800 i miliardi che saranno sottratti al Lavoro (18-20%
dell’attuale costo pari a circa 9.000 miliardi). Un sacrificio
predeterminato (mai concordato tra le OO.SS.) che ricade sui lavoratori
senza una preventiva consultazione ed un consenso acquisito. B) Mentre gli obiettivi di aumento della produzione e dei ricavi sono da
realizzarsi al 2005, gl’interventi sul costo del lavoro
invece vanno effettuati nella valenza contrattuale, ossia entro il
2003. Gli
interventi con cui si realizzerà il taglio del costo del lavoro sono: a) 20.300 esuberi comprensivi di 1.800 assunzioni entro il 2003; b)
introduzione del nastro lavorativo annuale e riduzione del
33% del monte ore straordinari e superi (per ridurne il pagamento):
recupero stimato di 51 miliardi. In
particolare, si tratta di una revisione totale del capitolo IX
dell’attuale CCNL. Il
sistema dovrebbe prevedere l’allargamento e l’estensione del principio
dell’art. 47, punto 5 del CCNL e dell’introduzione di sostanziali
modifiche agli articoli 48 e 49 (prestazioni obbligatorie, eliminazione
dei superi, conto tempo individuale più flessibile con l’allargamento
da 120 a 360 giorni del periodo previsto per il recupero e/o
corresponsione delle prestazioni straordinarie) al fine di ridurre di un
terzo le prestazioni attualmente pagate con straordinario); c) riordino delle ferie e delle festività:
recupero stimato in 101 miliardi. In
particolare, la proposta aziendale prevede l’introduzione del
coefficiente di valutazione 1,2 per ogni giornata di ferie fruita.
L’effetto sarebbe quello di abbassare, da 32 a 26 giorni, le ferie
concretamente fruibili. Inoltre
la nuova disciplina, secondo la proposta aziendale, dovrebbe portare la
distinzione tra riposo settimanale, maggiori prestazioni (R.C.) ed
intervallo di turno (non più riposo di 48 ore); inoltre la Domenica di
Pasqua non sarebbe più considerata festiva. d) riduzione delle voci da inserire nella base di calcolo del T.F.R.
: importo da quantificare in relazione al numero e incidenza delle singole
voci tolte dal calcolo. Il
nuovo contratto dovrebbe provvedere allo “sfoltimento” dei c.d.
trattamenti accessori, eliminando molte delle competenze accessorie che
nel corso dei precedenti rinnovi contrattuali, sono state introdotte per
riconoscere specificità professionali e particolari condizioni operative,
di disagio, di rischio e di responsabilità non facilmente attribuibili
con la struttura orizzontale e verticale della retribuzione.
Congiuntamente al “riordino” del trattamento accessorio,
l’accordo prevede, anche quello relativo al T.F.R. con il dichiarato
scopo di ridurre il costo del lavoro. L’accantonamento del T.F.R. e la
rivalutazione annua incidono rispettivamente del 6,4 e del 2,2 % del costo
del lavoro. L’obiettivo dichiarato delle FS è di ridurre di 1-2 punti
percentuali questi costi. e)
Soppressione degli automatismi parametrali all’interno
delle aree professionali e di classi e scatti: recupero stimato 36 miliardi.
Le anzianità maturate alla data dell’inquadramento, ai fini dei
passaggi per automatismo all’interno delle attuali aeree professionali,
saranno individualmente contabilizzate e “temporizzate”. f)
nuove modalità di accesso al mercato del lavoro (apprendistato,
tempo determinato, contratti di commessa, interinale, telelavoro, ecc). g)
Nuovo reticolo retributivo e nuova scala classificatoria. h)
I profili professionali esistenti, e quelli che eventualmente
saranno istituiti, saranno in quadrati nel nuovo reticolato salariale in
base ad una nuova scala classificatoria. Nella procedura
dell’inquadramento ogni dipendente sarà inserito nel parametro di
corrispondenza che sarà assegnato in base al profilo professionale. La
parte eccedente del suo maturato economico sarà denominata E.R.I.
(Elemento Retributivo Individuale) e completerà la base stipendiale
pensionabile non riassorbibile, con garanzia limitata alla vigenza
contrattuale 2000-2003. L’ipotesi diffusa è che la copertura di
tale costo (che va da 500 a 1000 miliardi) avverrà attraverso il
trasferimento del patrimonio immobiliare FS al Tesoro. 6. SISTEMA PARTECIPATIVO PER
POCHI INTIMI Il
meccanismo di partecipazione introdotto
nel sistema delle relazioni industriali, rischia -viste le premesse- di
divenire una camera di consiglio nella quale “quattro amici” con
proprio personale tornaconto, prendono decisioni, anche drastiche, che
riguardano il futuro di migliaia di lavoratori senza neanche informarli
preventivamente. 7.
ACCORDI ALLEGATI A.
ASSUNZIONI
SENZA ALCUN CONTROLLO
La
modifica dell’accordo sulle assunzioni, introduce un sistema di completa
discrezionalità che non consente il minimo controllo sulle tipologie
anomale e precarie, sulle modalità selettive e sui livelli d’ingresso. B.
FONDO
DI SOSTEGNO Si
sta tentando d’introdurre una modifica all’accordo del 21 maggio
’98. C. ACCORDO SERVIZI
L.146/91. CONSIDERAZIONE FINALE L’accordo
non recepisce le aspettative che erano contenute nel documento
intersindacale del 29.10.99. Resta
infatti eccessivamente sbilanciato sul fattore Lavoro il peso del
risanamento finanziario delle FS. Il
recupero di 1.800 miliardi sul costo del lavoro, comunque lo si realizzi
(perdita di posti di lavoro e riduzione dei livelli retributivi dei
lavoratori, appesantimenti normativi di cui nessuno si è preoccupato di
verificarne la sostenibilità) è un fardello che nessuna categoria si è
mai accollata, specialmente dopo la perdita di centomila posti di lavoro,
subita nell’ultimo decennio, sostanzialmente senza supporto da
innovazione tecnologica. Le
carte in campo parlano da sole: nel periodo tra il 2000 e il 2003 le
ferrovie avranno un calo occupazionale di circa 20.000 unità. I
lavoratori che resteranno in azienda dovranno comunque garantire volumi di
traffico, orari e nastri lavorativi molto più gravosi di quelli odierni.
Dovranno farlo svolgendo prestazioni maggiorate, ora previste in regime di
straordinario e, comunque, realizzando come risultato finale un
abbattimento complessivo del costo del lavoro compreso tra il 18-20% di
quello contabilizzato con il CCNL 1996/1999. Nel periodo di vigenza del
nuovo CCNL non avranno a disposizione alcun supporto tecnologico e, a
fronte di questo impegnativo programma, non potranno beneficiare di alcun
riconoscimento economico e professionale. I
lavoratori delle Ferrovie debbono essere informati con franchezza e
trasparenza di ciò che l’accordo firmato il 17 novembre comporterà sul
loro modo di lavorare e sul loro assetto retributivo diretto e differito. Mai
come in questa circostanza, i numeri hanno rappresentato il confine nitido
e freddo di una costruzione contrattuale senza precedenti. Queste
sono le ragioni del nostro dissenso, sulle quali i lavoratori dovranno
esprimersi nelle assemblee di questi giorni. ROMA, 20 novembre 1999
LA
SEGRETERIA GENERALE OR.S.A. (
By G
.M.) Data creazione 20.11.99-20.25 Data ultima stampa
23.11.99-14.30 Leggi anche "Facciamoli uscire allo scoperto" |
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